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Simone Massafra si interroga sulla fenomenologia dell’immagine, sull’autoreferenzialità dell’icona e sulle condizioni di possibilità della fotografia contemporanea. L’artista sa che l’immagine è quello un enigma: un intreccio di geroglifici sfuggenti, che rispondono a un proprio sistema impenetrabile. Nel libro, pagine su pagine di sequenze digitali che si richiudono ermeticamente indisponibili ad una lettura umana. Come le immagini della Sistina trascritte nel codice digitale, stringhe di istruzioni cifrate, codici di segni illeggibili, impronunciabili: mistiche istruzioni esoteriche che dettano la formula in grado forse di compiere la magia dell’apparizione dell’immagine. In realtà si tratta di un libro iconoclasta che scrive il nome dell’immagine in linguaggio informatico, senza però consentirne la visione. Il libro è un’opera che interroga lo status ontologico dell’icona, il senso dell’immagine, la sua condizione di esistenza e la sua caratterizzazione metafisica come eco di un pensiero.