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#unmetroquadro è la stampa di un riquadro nero su pvc. Il lavoro, spoglio di ulteriori elementi figurativi, simbolo di una forte identità espressiva, diventa un metro quadro di spazio espositivo, nomadico, spontaneo e abusivo, in cui vivere un’esperienza estetica individuale all’interno del paesaggio urbano.

Zona franca dell’arte, non esclude una partecipazione attiva e intersoggettiva con la comunità presente e con lo spazio, è un dispositivo itinerante che si muove e appare senza preavviso in contesti sempre nuovi della città.

Nei mesi del 2021, in Piazza Luigi Corvetto, il lavoro è stato installato in presenza di venditori abusivi dislocati lungo la piazza e a ridosso del cavalcavia, accanto alle loro minuzie. Uomini che, per sopravvivere, resistono quotidianamente agli sgomberi e alle politiche di decoro messe in atto in città.
Sono scelte che conducono a vivere individualmente l’esperienza artistica all’interno dello spazio urbano, a frequentare nuovi luoghi e ad attivare relazioni con gruppi e comunità disposte ad accogliermi e ospitare il mio lavoro: ho visitato e partecipato personalmente alle attività della Comunità Pentecostale e del Centro Islamico il giorno della festa di fine Ramadan, ho visitato il Centro Buddista a pochi giorni della festa del Buddha e partecipato ad alcune, rare, attività di quartiere.