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Dharma Nikethanaya
Nel 2021, per circa tre mesi, ho frequentato la comunità buddhista srilankese di Dharma Nikethanaya, a Milano.
Il tempio si trova lungo viale Padova. Dalla strada quasi non si distingue dal resto della città. Dentro, però, tempo e atmosfera cambiano. I monaci vivono e lavorano lì. Le famiglie si ritrovano per pregare, mangiare, ascoltare insegnamenti e partecipare alle cerimonie. I bambini crescono tra lingue e tradizioni. Le offerte vengono preparate, condivise, portate da una stanza all’altra.
Sono entrato per la prima volta nel tempio in un giorno ordinario. Nei mesi successivi sono tornato più volte, fino a essere accolto come una presenza discreta durante alcuni momenti importanti del calendario religioso della comunità, tra cui il Vesak, il Poson e la festa della pagoda.
Il lavoro fa parte di una ricerca più ampia sulle minoranze e sulle comunità religiose di Milano: gruppi che costruiscono spazi di appartenenza dentro una città che spesso assorbe e cancella le differenze.
Dharma Nikethanaya non è soltanto un luogo di culto. È un rifugio, una scuola, un punto d’incontro, un frammento di Sri Lanka portato nella vita quotidiana di Milano.