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Per raccontare un’esperienza collettiva è necessario viverla. Mi interessa quel momento in cui le persone smettono di essere soltanto individui e diventano qualcosa di condiviso, mosso dalla stessa tensione, dalla stessa energia e dalla necessità di essere presenti.
Insieme a loro, respiro la stessa aria, mi muovo negli stessi spazi, mi lascio guidare dagli stessi movimenti, vivo la stessa euforia o la stessa angoscia. Mi interessa osservare questi eventi dall’interno, sentirne il ritmo, lasciarmi attraversare.
Per questo molte immagini nascono immerse nella folla. Anche io, in quel momento, sono uno spettatore e un partecipante. Vivo l’evento insieme agli altri, cercando di registrare frammenti di esperienza mentre accade.
Quello che cerco è ciò che succede ai corpi, allo spazio e allo sguardo quando una massa condivide lo stesso rito, anche solo per poche ore. Questo è quanto accaduto la sera del 17 maggio 2026 in Piazza Duomo a Milano, mentre i tifosi dell’Inter festeggiavano il ventunesimo scudetto.